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“RE-CHANGE: La sfida del futuro” è il titolo della lezione-conferenza, che il 5 febbraio nell’aula polivalente della scuola primaria Carlo Collodi di Ponso ha dato avvio ai percorsi Stem dell’Istituto Comprensivo “Ponso”, dedicati alle energie rinnovabili e alla sostenibilità ambientale. L’incontro, rivolto agli studenti delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado di S. Caterina D’Este, Ospedaletto Euganeo e Ponso, ha avuto per relatore il dottor Werner Zanardi, tecnico del settore qualità di S.E.S.A. Spa e referente tecnico-scientifico del progetto di educazione ambientale SESA Academy.
Introdotta dalla Dirigente Scolastica Daniela Naso e moderata dalla professoressa Marina Fraccarollo, la lezione-conferenza è stata preceduta dai saluti del sindaco di Ponso, Sandro Parolo. “L’incontro si inserisce all’interno di un percorso che il nostro Istituto ha avviato dallo scorso anno con l’obiettivo di educare i ragazzi non solo alle conoscenze disciplinari, ma a promuovere la consapevolezza del mondo in cui vivono e delle sfide che li attendono – ha detto la Dirigente Naso -. Abbiamo scelto di dedicare tempo, energie e progettualità a tematiche di grande impatto e di forte attualità: la sostenibilità ambientale, l’innovazione tecnologica, le responsabilità verso il pianeta. Sono temi che non rappresentano solo contenuti di studio, ma vere e proprie competenze di cittadinanza”.
I rifiuti risorsa strategica
Chiamato a parlare di energie rinnovabili e sostenibilità ambientale con focus su raccolta differenziata e valorizzazione dello scarto, Werner Zanardi ha iniziato il suo intervento rimarcando che l’Italia è uno dei Paesi all’avanguardia nell’ambito della gestione dei rifiuti. Nel territorio estense è presente un impianto, quello di S.E.S.A. Spa, tra i più innovativi del settore a livello mondiale.
Interagendo con i giovani studenti, Zanardi ha posto l’accento sul concetto di consapevolezza, requisito necessario per avere cognizione di quello che ci accade attorno. I nostri gesti quotidiani, le nostre abitudini lasciano un segno nell’ambiente, la cosiddetta impronta ecologica; ad esempio nel 2024 ogni persona in Italia ha prodotto circa 95 kg di rifiuto umido. Il modo in cui questo rifiuto umido viene raccolto e recuperato insieme agli scarti vegetali fa la differenza.
Gioco di ruolo sull’economia circolare
La frazione umida del rifiuto può dar vita ad un modello di economia circolare, che parte dalla raccolta differenziata. Per facilitare la comprensione dell’importanza dei gesti quotidiani e del ciclo virtuoso che compiono i rifiuti, Zanardi ha coinvolto gli studenti in un gioco. Quattro ragazzi sono stati scelti per rappresentare rispettivamente un agricoltore, un operatore della raccolta rifiuti, un tecnico di impianto gestione rifiuti e un consumatore. Gli studenti “attori” hanno mostrato ai loro i che i prodotti coltivati dall’agricoltore sono acquistati dal consumatore che, a sua volta, produce rifiuto organico, raccolto e conferito dall’operatore ecologico nell’apposito impianto, dove il tecnico specializzato lo trasforma in compost, utilizzato in agricoltura come fertilizzante naturale, chiudendo così il cerchio.“
Lo scarto, il rifiuto diventa una risorsa – ha spiegato Zanardi – tanto da mettere in moto un circolo virtuoso che coinvolge molte persone: in questo modello di economia circolare noi semplici consumatori siamo il soggetto che, attraverso la raccolta differenziata, fa partire tutto il processo”.
Dal rifiuto organico energia rinnovabile
Dal processo di trasformazione del rifiuto organico S.E.S.A. non ricava solo il compost. Nel suo impianto, la frazione umida viene sottoposta a digestione anaerobica, un processo biologico naturale in cui microrganismi degradano le sostanze organiche producendo biogas. S.E.S.A. usa una parte del biogas per produrre energia elettrica e termica, ovvero calore che attraverso una rete di teleriscaldamento viene convogliato anche a utenze pubbliche e private di Este e Ospedaletto Euganeo. Un’altra parte del biogas viene raffinata, diventando biometano (utilizzato come carburante dai mezzi impiegati nella raccolta differenziata) e CO2, utilizzata per la gassatura di acqua e bibite.
Il biometano è a tutti gli effetti un’energia rinnovabile, sostenibile, programmabile e stoccabile, come ha sottolineato Zanardi.
Percorso educativo che coinvolge tutta la comunità scolastica
Come spiegato dalla Dirigente Naso e dalla professoressa Fraccarollo, l’incontro-conferenza ha dato avvio ai percorsi Stem dell’Istituto comprensivo di Ponso. La sostenibilità ambientale, tema guida dell’edizione di quest’anno, sarà approfondito in attività didattiche, laboratoriali e formative declinate in modo verticale dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado.
Particolarmente stimolante la sfida progettuale lanciata agli studenti di terza della scuola secondaria di primo grado. Suddivisi in gruppi di lavoro, i ragazzi saranno guidati nello sviluppo dei concetti di sostenibilità e valorizzazione delle risorse rinnovabili. Dopo aver analizzato le problematiche connesse al consumo e allo spreco energetico, progetteranno soluzioni sostenibili che condivideranno in classe sotto forma di plastico o di presentazione multimediale o, ancora, di progetto tecnico-scientifico. Gli elaborati, che si distingueranno per originalità, qualità della ricerca, coerenza della soluzione proposta e impatto sul tema della sostenibilità, saranno premiati a riconoscimento del percorso svolto e delle competenze sviluppate.
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