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SESA SPA – SESA Este – L’Ingegner Angelo Mandato racconta la storia degli alberi e la loro piantumazione

S.E.S.A. Spa racconta la storia degli alberi e la loro importanza per il mondo

SESA Spa di Este, tramite le parole dell’Ingegner Angelo Mandato, spiega l’impegno preso per la piantumazione di alberi in tutto il territorio del nord Italia. “Gli alberi sono importanti, ed è necessario il nostro impegno per preservare questa preziosissima risorsa.”

Gli alberi sono comparsi sulla Terra oltre 400 milioni di anni fa e hanno progressivamente colonizzato il pianeta influenzando il clima e la vita stessa. Circa 10 mila anni fa, terminata l’ultima glaciazione, l’Italia era abitata da non più di 30-35 mila persone e il bosco ricopriva quasi l’intera penisola. Con l’aumento della popolazione e lo sviluppo delle attività produttive, iniziò in modo sistematico l’uso del legno e la conseguente diminuzione del patrimonio boschivo. Basta pensare che per la realizzazione delle fondamenta di Venezia sono stati impiegati dai 10 ai 12 milioni di pali di legno provenienti dai boschi della Pianura Padana e delle Alpi.

“Il salice bianco, l’olmo, il pioppo e il gelso sono solo alcune delle specie che troviamo diffuse nelle campagne venete” spiega l’Ingegner Mandato. “Un tempo costituivano un prezioso ricovero all’ombra nelle calde giornate estive. Fornivano legname da ardere, da opera per realizzare travi, attrezzi e oggetti casalinghi come scale, rastrelli, gioghi, aratri, carri e persino mobili e zoccoli.”

Gli alberi rappresentano anche una fonte di alimenti, di principi attivi utilizzati dalla medicina, ispirano l’arte, la religione e il mito. Si rinnovano, sopravvivono al freddo dell’inverno e al caldo torrido dell’estate. Giganti del regno vegetale, veri e propri monumenti, a volte tanto vecchi da accompagnare nel tempo generazioni di intere famiglie.

Ci sono sulla terra 5,5 miliardi di ettari di boschi ma ne servirebbe un miliardo in più

Le foglie degli alberi catturano la luce e l’energia dai raggi solari, assorbono gas dall’aria mentre le radici succhiano acqua e sali minerali dalla terra. Dalle radici l’acqua sale lungo il tronco in sottili tubicini fino alle foglie ad altezze che nelle Sequoia superano i 100 metri. Nelle foglie, attraverso minuscoli fori detti stomi, viene invece assorbita l’anidride carbonica (CO2) un gas che gli alberi sfruttano perfettamente. Lo catturano attraverso il processo della fotosintesi trasformandolo in tronchi, rami, foglie, fiori e radici. Contemporaneamente contribuiscono anche a stoccarlo nel terreno, attraverso i detriti vegetali come materia organica.

Questa continua sottrazione naturale di CO2 presente nell’atmosfera, consente di regolare la sua concentrazione e di conseguenza gli effetti legati al suo accumulo come il riscaldamento globale.

Un albero maturo di specie arborea e ad alto fusto che vive in un clima temperato situato in città (quindi in un contesto di stress ambientali elevati rispetto ad un bosco), si stima che possa mediamente assorbire tra i 10 ed i 30 kg di CO2 all’anno. Secondo i dati della FAO, attualmente sulla Terra ci sono 5,5 miliardi di ettari di boschi mentre secondo il recente rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), per ridurre di 1,5 °C il riscaldamento globale entro il 2050 sarebbe necessario avere un miliardo di ettari in più di foreste. Un obiettivo molto difficile da raggiungere visto che al momento moltissimi ettari di bosco e foreste sono state perse a causa degli incendi.

I decreti e una giusta gestione possono cambiare la sorte degli alberi e di conseguenza la nostra

È importante incoraggiare gli sforzi per agevolare e stimolare il rimboschimento ma soprattutto anche la conservazione degli alberi in tutto il mondo. A proposito di cura e salvaguardia, si segnale la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un decreto (D.D. 6 luglio 2021 n. 307490 – G.U. n.169 del 16 luglio 2021) di fondamentale importanza per i rimboschimenti e la forestazione. Tale decreto definisce la suddivisione del territorio italiano in regioni di provenienza del materiale di propagazione forestale. Nelle aree urbane e periurbane, i privati che volontariamente avviano attività di messa a dimora di alberi, finanziate con i fondi del Decreto Clima del PNRR, devono eseguire l’attività nel rispetto della biodiversità forestale nazionale e con le migliori garanzie di attecchimento.

Il provvedimento del Mipaaf è frutto di un’intensa attività di collaborazione tra la Direzione generale dell’economia montana e delle foreste, la Commissione tecnica specialistica della materia, le Regioni e le Province autonome. In quest’ottica si inserisce la gestione delle risorse genetiche vegetali forestali. Scegliendo i materiali migliori, quelli che si ritengono più adeguati agli scenari climatici presenti e futuri, allo scopo di avere, in futuro, foreste migliori, più resistenti e resilienti alle avversità.

SESA SPA – SESA Este – L’Ingegner Angelo Mandato racconta la storia degli alberi e la loro piantumazione

L’Ingegner Angelo Mandato parla alle scuole della piantumazione di alberi

Le ricerche scientifiche suggeriscono che dobbiamo cercare di rimuovere l’anidride carbonica dall’aria per evitare pericolosi livelli di riscaldamento. Uno dei sistemi più economici per far ciò è piantare alberi su larga scala.

Come ci racconta l’Ingegner Angelo Mandato, SESA Spa di Este ha provveduto alla piantumazione di circa 14 ettari di alberi utilizzando il pioppo italiano tipicamente diffuso lungo il Po, dal Piemonte al Veneto. “Il Pioppo ha una notevole capacità di sequestrare il carbonio, tipica delle specie a rapido accrescimento” spiega poi l’Ingegner Angelo Mandato ad una classe di una scuola media di Padova venuta in visita all’impianto di Este. “Una singola pianta in crescita preleva dall’atmosfera 70-140 litri di CO2 all’ora e ne cede altrettanti di ossigeno”.

Tuttavia, gli alberi non saranno sufficienti, da soli, a svolgere questo importante ruolo. I messaggi che scaturiscono dalle varie analisi ambientali ribadiscono ancora una volta l’importanza di ridurre le emissioni. Occorre ricorrere all’utilizzo di energie derivanti da fonti rinnovabili. Servono risorse per nuove ricerche nell’ambito dell’uso dei terreni e per la nutrizione della popolazione globale in rapida crescita.

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